Rapina con mascherina Covid-19

RAPINA COMMESSA INDOSSANDO MASCHERINA OBBLIGATORIA ANTI COVID-19.

SI CONFIGURA L’AGGRAVANTE DEL TRAVISAMENTO DEL VOLTO?

 

Il reato di rapina previsto dall’articolo 628 del codice penale.

L’articolo 628 del codice penale prevede il reato di <<rapina>>. La norma punisce con la reclusione da cinque a dieci anni e con la multa <<chiunque, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, mediante violenza alla persona o minaccia, s’impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene>>. (COMMA 1) (RAPINA COSIDDETTA PROPRIA)

<<Alla stessa pena soggiace chi adopera violenza o minaccia immediatamente dopo la sottrazione, per assicurare a sé o ad altri il possesso della cosa sottratta, o per procurare a sé o ad altrui l’impunità>>. (COMMA 2) (RAPINA COSIDDETTA IMPROPRIA)

Nei commi successivi sono poi previste una serie di circostanze che al loro verificarsi rendono il reato più grave, e quindi punito con una pena più severa.

La pena diviene infatti più aspra ad esempio in caso di rapina realizzata con arma, o da più persone, o da soggetto travisato. In tali casi sale fino ai venti anni di reclusione. (COMMA 3 N. 1)

Tale norma tutela due beni giuridici distinti (si tratta di reato plurioffensivo), ossia il patrimonio, da una parte, e la libertà individuale, dall’altra.

Vengono in particolare punite due tipologie di condotte: che possono dare luogo ad una rapina propria (comma 1) o ad una rapina impropria (comma 2).

Nella rapina propria la condotta punita si caratterizza per l’uso della violenza o minaccia, finalizzata all’impossessamento della cosa mobile per trarre profitto.

Nella rapina impropria, invece, si punisce la violenza o la minaccia esercitata immediatamente dopo la sottrazione della cosa. Questo al fine di assicurarsi il suo possesso, o, alternativamente, l’impunità.

 

L’utilizzo della mascherina obbligatoria anti covid-19 configura l’aggravante del travisamento? Al riguardo, si è pronunciata la Corte di Cassazione.

Come anticipato, il reato di rapina prevede una pena superiore in presenza di circostanze che rendono la condotta maggiormente deplorevole per il nostro legislatore.

Tra queste circostanze ve n’è una, come visto, che riguarda la rapina commessa <<da persona travisata>>. Questa circostanza, già da sola, potrebbe fare aumentare la pena fino ai venti anni di reclusione.

La giurisprudenza costante ritiene che per poter potersi applicare questa circostanza aggravante sia sufficiente che l’autore della rapina attui una <<lieve alterazione dell’aspetto esteriore della persona>>. Questo potrebbe fare <<con qualsiasi mezzo anche rudimentale, purché idoneo a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona stessa>>.

Così, per esempio, è stata applicata l’aggravante in relazione ad un travisamento realizzato indossando un cappello con visiera ed un paio di occhiali scuri.

Ma in caso di rapina effettuata con mascherina anti covid-19, il cui utilizzo è stato reso peraltro obbligatorio, è possibile applicare ugualmente l’aggravante?

La Corte di Cassazione si è trovata recentemente a dare soluzione a questo quesito, dandone risposta positiva.

Per il giudice di legittimità infatti, l’utilizzo della mascherina protettiva deve ritenersi <<materialmente collegato alla commissione del delitto e comunque idoneo a rendere difficoltoso il riconoscimento>>.

Per la Corte tale uso non può giustificarsi dal <<mero adempimento del dovere>> per aver rispettato l’obbligo imposto dal Governo di indossare la mascherina.

In conclusione, la Cassazione ritiene la rapina effettuata indossando il dispositivo di protezione obbligatorio un fatto aggravato in quanto commesso da persona travisata.

Per escludere la predetta aggravante il rapinatore non potrà quindi appellarsi al fatto che abbia semplicemente adempiuto ad un dovere imposto dallo Stato.

Questo è quanto ha stabilito la Corte di Cassazione penale con la sentenza n. 1712 del 2022.

 

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